Api robot? Meglio quelle vere

Api robot? Meglio quelle vere

Dal Giappone, impollinatori artificiali per rimediare alla diminuzione delle api

Un mini drone capace di impollinare i fiori è stato creato da ricercatori giapponesi per venire in aiuto agli agricoltori, in difficoltà a causa del declino delle popolazioni di api decimate da malattie, parassiti e pesticidi. Non un problema da poco, dal momento che delle 100 colture da cui dipende il 90 per cento della produzione mondiale di cibo, 71 sono legate all’attività impollinatrice delle api.

Questo piccolo robot impollinatore telecomandato, del diametro di 42 mm e munito di 4 eliche, è rivestito da 3 mila per cm2 peli di cavallo ricoperti da un gel ionico, cioè elettricamente carico, ed è in grado di volare per 150 minuti grazie a una pila ricaricabile. Questo sistema consente al robot di catturare il polline da un fiore e trasportarlo al fiore successivo depositandolo sui pistilli, spiegano i ricercatori dell’Istituto Nazionale Giapponese di Scienze Industriali Avanzate per la Ricerca Tecnologica sui Nano-materiali. La realizzazione del prototipo è stata possibile grazie ai progressi della tecnologia della micro-costruzione che permette di produrre delle macchine intelligenti di piccola taglia, grandi appunto come api. A questo si aggiunge il progresso tecnico nella visione artificiale che, assieme al ricorso al GPS, conferisce a questi robot una guida e una vista autonoma.

I ricercatori, coordinati dal chimico E. Miyako, assicurano che questi studi, pubblicati recentemente nella rivista americana Chem, avranno un impatto notevole in agricoltura. Da un lato, potranno contribuire alla messa a punto di impollinatori artificiali, con la potenzialità di rimpiazzare l’impollinazione manuale, lunga e laboriosa, che viene ancora praticata da certe culture e dagli agricoltori che vogliono creare delle specie ibride. Dall’altro, potranno rispondere all’attuale problema del declino della popolazione delle api, in un sistema agricolo dove i raccolti di frutta e legumi impollinati da questi insetti rappresentano più di 15 miliardi di dollari ogni anno solo negli Stati Uniti.

Sebbene queste ricerche siano ancora lontane dall'essere adottate nelle pratiche colturali, l’idea di dover sostituire le api con dei mini-droni è inquietante, e la domanda sorge spontanea: non sarebbe molto meglio cercare innanzitutto di salvare le api?

Giusi Zaina


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    Patricija Muzlovic